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mercoledì 12 marzo 2014

Previously on presenta: IL QUIZ #1

La rubrica Previously on è lieta di presentarvi il primo Quiz by Kenemèri dedicato alle serie tv.
Che serie tv poliziesca sei?
Le serie tv poliziesche si rinnovano di continuo. La lotta tra il bene e il male caratterizzata da due schieramenti opposti è sempre rappresentata nelle serie tv. Vediamo dove vi collocate con questo test!
La tua formazione, il tuo carattere, il tuo modo di reagire ad innumerevoli situazioni connotano inevitabilmente l'appartenenza specifica ad una determinata Serie Tv poliziesca. Ahn, ovviamente Chips non sarà fra i risultati, nessuno può essere Poncharello! CLICCA PER ANDARE AL TEST
clicca sull'immagine per effettuare il test oppure clicca qui!




martedì 25 febbraio 2014

Previously on #15: Shameless

Mi allontano un po' dai generi finora trattati su previously on, per parlarvi di una serie che potrebbe rientrare nel genere comedy, anche se abbastanza amara: Shameless.
Basata sull'omonima serie britannica del 2004, è stata riadattata nel 2011 per il pubblico americano e trasmessa dal canale via cavo Showtime.
La serie si sviluppa interamente intorno alla particolarissima famiglia Gallagher, una famiglia assolutamente disastrata che vive di espedienti per poter andare avanti, anche perché il padre di famiglia, Frank (interpretato da William H. Macy) non ce la può fare: costantemente ubriaco, disoccupato, riesce a mantenersi soltanto attraverso una finta pensione d'invalidità, e quello che riesce a recuperare lo utilizza per un'altra bevuta al bar. Il resto della famiglia è mantenuta dalla figlia maggiore, Fiona, che in un modo o nell'altro riesce a sostenere i fratelli, sia economicamente che moralmente.
Le storie dei Gallagher sono assolutamente sopra le righe, chiassose e (quasi) inverosimili, ma nonostante questo sono riusciti a conquistarmi dalla prima puntata, facendomi immediatamente affezionare a tutti i personaggi.
Uno dei motivi che rende imperdibile questa serie è proprio la caratterizzazione dei personaggi che, nonostante siano parecchi, sono tutti totalmente differenti l'uno dall'altro e rispondono in maniera unica ai contesti grotteschi e paradossali in cui vengono inseriti.
Le avventure dei Gallagher e amici sono immerse in un contesto marcio, avvilente, che non aiuta sicuramente a risollevare la loro misera condizione.
Sono arrivati oggi alla quarta stagione, lasciando ampio spazio a personaggi che fino a ora erano rimasti un po' in secondo piano, regalando nuove storie e nuovi punti di vista. Prima di iniziare questa nuova stagione, sinceramente, avevo un po' il timore che non sarebbero riusciti a evadere da questo tunnel di eccessi, ma sono rimasta felicemente sorpresa nel vedere che si sta maturando, ovvio non mancano le scene grottesche esilaranti, ma sono sapientemente dosate. Speriamo che il resto della stagione prosegua nel medesimo modo.

Trovo che Shameless sia una serie davvero intelligente, riesce a far ridere come poche, mantenendo allo stesso tempo un'aura di amarezza e drammaticità; alla fine di ogni puntata ci si ritrova a sorridere, anche se con gli occhi un po' tristi.


P.S. Da guardare assolutamente in lingua originale!!!





giovedì 30 maggio 2013

Previously on # 14: The Following

Ho appena finito di vedere l'ultima puntata della prima stagione di The Following. La recensione potrebbe durare una frase, ma, per essere sicuro di centrare l'obiettivo cercherò di dilungarmi un po'.
La partecipazione di attori del Cinema in serie tv ormai non fa quasi più notizia, ormai è la prassi. Sembra però che alcune reti spendano così tanti soldi per la guest star di turno che agli sceneggiatori rimangono solo le noccioline, non si spiegherebbe altrimenti una serie tv come The Following.
La star di turno è Kevin Bacon, che interpreta il ruolo di un agente dell'FBI allontanato dal lavoro, che ha un debole per la bottiglia e che si porta dietro un caso che gli ha segnato la vita: l'arresto di un serial killer ispirato ad Allan Poe, interpretato da James Purefoy (nella serie tv "Rome" della HBO interpretava Marco Antonio). La serie comincia con l'evasione del serial killer, e quindi il richiamo in servizio di Kevin Bacon, che ovviamente è quello che lo conosce meglio di tutti.
Dalla prima puntata la storia è continuamente sopra le righe e, non raramente, in certe occasioni che dovrebbero essere drammatiche scappa una risata per dialoghi o situazioni veramente grotteschi.
Se siete attratti dal trash, potrebbe essere una serie da seguire, ma se vi aspettate un bel poliziesco o se vi affascinano i serial killer, mirate ad altro.
Non so se per puro masochismo o per curiosità del "dove vuole andare a parare?" ho finito la prima stagione, e vi giuro che le parole che mi sono venute subito alla mente sono state: "ma davvero?", non per la sorpresa, ma perché realmente non potevo credere arrivassero a tanto.
Prevedibilità è la parola d'ordine per questa serie. Alla prossima!



  

lunedì 13 maggio 2013

Previously on # 12




Non contento dell'ultima uscita in campo postapocalittico (vedi previously on #11), non potevo perdermi questa chicca: una nuova serie tv in "costume" basata, anzi, ispirata da molto lontano alla vita di Leonardo da Vinci: Da Vinci's Demons. In tutta verità non mi aspettavo granché, la maggior parte delle volte che gli americani mettono mano a certi "miti" il risultato è abbastanza prevedibile. Senza saperlo, dopo aver visto il pilot ho indovinato il canale che produce questo nuovo telefilm, la Starz, lo stesso di Spartacus (la serie, ovviamente). Se avete amato la serie del gladiatore ribelle allora vi consiglio di cominciare anche questa, qualche combattimento e qualche tetta saranno assicurati, ma se invece vi aspettate qualcosa di più, lasciate stare.
Il nostro Leo (già, gli amici lo chiamano così...) è un genio scapestrato che fa uso di droghe ma dall'aspetto di un tronista di Maria de Filippi (ha anche la camicetta aperta a mostrare il petto villoso, ma ben curato...), è un abile rubacuori e uno spadaccino formidabile!
La storia ci presenta intrighi su intrighi, a partire dal passato del giovane "Leo", sino ad arrivare ai giochi di potere tra i Medici e il Vaticano.
L'unica cosa che vi può consolare è la scelta del cast femminile: se trovate una donna brutta durante tutta la serie, state certi che non sarà inquadrata per più di un secondo. Quella che sembra essere la protagonista al femminile, Patrizia Donati, l'amante di Lorenzo de Medici, è interpretata dalla bruttissima Laura Haddock (vedi immagine sotto).
La bruttissima Laura Haddock
Se siete di quelli irriducibili che non si perderebbero una serie dedicata a da Vinci con lo sfondo di una Firenze dei Medici... beh, allora non mi resta che augurarvi una non buona visione!

Parola d'ordine: Trash.

giovedì 18 aprile 2013

Previously # 11: Defiance



Pseudo recensione lunga e motivata (se non vuoi perdere tempo passa a quella breve):

La serie forse più attesa del 2013 è arrivata! O almeno è arrivato il Pilot, la prima puntata.
Il nome di questa serie tv tanto attesa è "Defiance", il genere è fantascientifico/fantasy, è americana, è prodotta dalla rete via cavo SyFi. La novità assoluta di questo nuovo prodotto televisivo è proprio il fatto che non è SOLO un prodotto televisivo. Per rendere più interessante e coinvolgere in una maniera nuova il pubblico, parallelamente all'uscita della serie è uscito anche un videogioco che si muove sullo stesso universo e la cui trama risulta essere intrecciata con il telefilm.
La serie è ambientata in un futuro prossimo, la terra è stata invasa dagli alieni che ora popolano la terra insieme agli umani. Ci sono tantissime razze diverse e, non si sa ancora come, si è sviluppata anche una flora e una fauna assai particolare (gli orsi-ragno mi hanno fatto sbellicare). Il protagonista è un ex soldato, una vera e propria macchina da guerra, ma anche un don Giovanni, cinico al midollo, ma con un grande cuore. Con lui, una specie di figlia adottata: lei è aliena ed è molto dispettosa. Durante il pilota si configurano già gli altri personaggi principali e, come i protagonisti, anche loro sono caratterizzati in maniera approssimativa, caricati al massimo, sembrano usciti da un film di Boldi e de Sica. La prima puntata è doppia e dura quasi un'ora e venti, e vi giuro che l'avrei volentieri interrotta a metà se non fosse stato per scrivere questa pseudo recensione. Già questo vi può far capire quanto abbia apprezzato questo nuovo prodotto SyFi. Solitamente prima di scrivere un commento su una serie attendo almeno di vedere la prima stagione, in questo caso farò un'eccezione, non solo perché non finirò mai di vederla, ma per avvisare voi altri di non sprecare tempo della vostra vita.



Come mai un commento così negativo? Non c'è emozione, non c'è pathos, non c'è neanche sana avventura, le scene d'azione sono quasi tristi ed è tutto, ma proprio tutto stramaledettamente prevedibile!
A quanto pare fare una serie tv post apocalittica degna di nota è davvero difficile, dopo Terra Nova, Revolution, ecco un nuovo esperimento da buttare al cesso. Per il genere non mi resta che attendere la nuova stagione di Falling Skies, sperando non mi deluda anche quella.

Pseudo recensione monovocabolo:

Pattume.






giovedì 28 marzo 2013

Previously On#10: Girls


Girls. In quanti scarterebbero questa serie tv solo per il titolo? Io sono uno di questi. Infatti, il semplicissimo titolo "Girls" me la farebbe associare a una delle innumerevoli serie dedicate a un pubblico giovanissimo di ragazzette, attratte per lo più da tematiche frivole o dalla solita storiellina d'amore.
Ma dopo aver letto una brevissima recensione positiva e ispirato dalle rete che produce lo show, la HBO (OZ, Boardwalk Empire, Treme, Il Trono di Spade, per nominare solo alcune serie di questo canale via cavo), ho deciso di procurarmi (assolutamente legalmente, giuro!) il primo episodio e dargli una chance.
Devo dire, cari lettori, che mai una prima impressione fu così errata. Girls è un lavoro complicato, coraggioso, sporco e soprattutto vero, un quadro generazionale di rara lucidità. Personaggi costruiti alla perfezione e giovanissimi attori uno più in gamba dell'altro.
Girls racconta le storie, le vicende, gli amori, le amicizie di un gruppo di ragazze e ragazzi dai venti ai trent'anni, e riesce a farlo in maniera mai banale, mescolando la disillusione e l'ironia della protagonista, Hannah, interpretata dalla spettacolare Lena Dunham. Questa ragazza di soli 27 anni, è infatti anche la creatrice della serie, la sceneggiatrice e la regista della maggior parte degli episodi.
La serie è arrivata alla seconda stagione dopo una prima pluripremiata, purtroppo però in Italia viene trasmessa da Mtv con un doppiaggio che fa gridare allo scandalo.
Procuratevela con i sottotitoli e non ve ne pentirete, anzi poi sarete costretti a passarla o consigliarla a tutti i vostri amici.





giovedì 6 dicembre 2012

PREVIOUSLY ON #9



Oggi vi voglio parlare di una serie tv che secondo me rappresenta la vera novità di questo 2012 ormai agli sgoccioli: sto parlando di Newsroom.
Il serial racconta il dietro le quinte di un notiziario di una tv via cavo negli Stati Uniti, e nello specifico segue la vita dell'anchorman Will McAvoy, della sua produttrice esecutiva e del suo staff. Ora a sentire la trama penserete “sì, ma che noia!” e invece no, studiato nei minimi particolari e con  dialoghi al fulmicotone, velocissimi e molto intelligenti, una puntata da un'ora scorre velocissima, come stessimo guardando un film d'azione. Il creatore è Aaron Sorkin, sceneggiatore, tra gli altri, di The social network e Codice d'onore, molto conosciuto e apprezzato negli States.
Will McAvoy, interpretato dal bravissimo Jeff Daniels (Good Night, and Good Luck, Scemo & più scemo), dopo anni di notiziari spazzatura grazie all'intervento della sua produttrice esecutiva decide di provare a fare nuovamente una trasmissione informativa seria e puntuale, quasi affrontando una sfida impossibile, paragonata alla vana azione donchisciottesca.
Newsroom è un telefilm intelligente che apre un nuovo punto di vista sul mondo USA, e su come questi guardano il mondo, anche grazie all'utilizzo metodico di notizie realmente accadute.
Il protagonista è un repubblicano che appare molto più vicino ai democratici (e alle posizioni di Sorkin), ma a prescindere dai credo politici o dalle varie influenze degli attori principali Newsroom rimane pur sempre una serie tv Americana con la A maiuscola, con tutte le conseguenze (positive e negative) che si possono immaginare.
Se vi piacciono le serie brillanti, con dialoghi veloci e divertenti, se vi piace avere un nuovo punto di vista su una nazione così vicina ma così distante, guardatevi Newsroom. Non ve ne pentirete.

giovedì 8 novembre 2012

PREVIOUSLY ON #7


Le web serie sono un prodotto in costante crescita anche in Italia. Grazie all'accessibilità di attrezzature di buona qualità da parte di un pubblico più vasto, ormai chiunque (o quasi) può improvvisarsi regista, realizzare un corto, un videoclip, o una serie. Questo comporta inevitabilmente un incremento sostanzioso di materiale spesso scadente, ma, d'altro canto, anche un aumento di lavori autoprodotti di qualità invidiabile. E' il caso di tre web serie italiane: The Pills, Freaks!, Stuck - The chronicles of David Rea. Molto differenti sia come stile che come genere, questi tre prodotti hanno però in comune un target molto giovanile. 

Stuck
Stuck è una web serie che si differenzia sostanzialmente dalle altre due per l'utilizzo della lingua inglese: obiettivo dei creatori è infatti quello di renderla il più internazionale possibile. Ovviamente sono disponibili i sottotitoli per numerose altre lingue. Stuck è, se vogliamo, la serie meno amatoriale: attori (alcuni italiani, altri inglesi) molto bravi, una regia composta, e una qualità davvero ottima. La trama non è particolarmente avvincente: è incentrata sulla vita di un consulente/manipolatore e sui suoi pazienti che cercano di superare un blocco. Ma, nonostante ciò, la serie è davvero ben pensata e i dialoghi, seppur a volte demenziali, sempre ben costruiti. Ha uno spirito glamour e sornione, che coinvolge e diverte. Un difetto, sicuramente trascurabile, è la sigla, che sembra uscita direttamente dagli anni '90.

Freaks!
Freaks! è un'altra web-serie davvero degna di nota: la seconda stagione è infatti prodotta anche da Deejay Tv. E' però quella che appare sicuramente meno originale: giovani ragazzi che si ritrovano da un giorno all'altro con dei superpoteri mezzo demenziali. Gli autori non nascondono sicuramente la forte ispirazione a Misfits, famosa serie inglese ormai arrivata alla 4° stagione. Gli attori sono bravi, molte scene sono divertenti, ma la sceneggiatura ogni tanto si perde e si fa fatica a seguire il filo. In ogni caso, un’ottima web serie! 

The Pills
The Pills si distingue fortemente dalle altre due per non avere una continuity tra una puntata e le altre (esclusi certi particolari che vengono a volte ripresi). Le prime puntate della prima, e per ora unica, stagione sono degli sketch veloci (3-5 minuti) e molto divertenti. Raccontano la quotidianità di un gruppo di ragazzi che convivono in una casa a Roma. Andando avanti con la stagione, grazie anche ai feedback raccolti sulla rete e sui social network, i ragazzi di The Pills ci prendono gusto e realizzano delle puntate che arrivano anche a 20-30 minuti, aumentando considerevolmente il livello della serie. Sicuramente da vedere le puntate "Amore tossico", "Fabio Volo" e "il buio oltre le Hogan". Queste tre web serie hanno in comune il fatto di essere un gradino sopra (qualcosa che si salva infatti c'è) la quasi totalità delle serie Italiane che vengono trasmesse quotidianamente in Televisione. Dategli una chance, non ve ne pentirete!




lunedì 24 settembre 2012

PREVIOUSLY ON #6

Oggi vi voglio parlare della serie tv "the Firm". 
Vi ricordate il film "il Socio" con Tom Cruise? Questa serie è stata tratta dallo stesso libro di John Grisham. Quindi, più o meno, potete immaginarvi di cosa tratta. Azione, complotti, colpi di scena, tensione e ancora tensione. 
Questa è una delle poche serie tv che mi ha ingannato. Di solito il Pilot (la prima puntata) mi basta per capire se la serie vale il tempo di guardarla o è solo pattume. 
In questo caso le prime puntate mi hanno proprio ingannato. L'inizio nel bel mezzo del casino, i flashforwards all'inizio e alla fine degli episodi, riescono ad intrigarti, costruiscono bene il disastro successivo. Come un castello di carte in attesa di un uragano. 
Il mio consiglio è di non cominciarla, o se l'avete cominciata di farmarvi subito, ora, prima che sia troppo tardi. Perchè oltre che orrenda la serie è anche lunghissima (22 episodi), e dopo che arrivi alla sesta-settima puntata dici: "eh no, ora voglio proprio vedere come va a finire!". Terribile sbaglio! Lasciate o voi che siete ancora in tempo. 
La serie è stata cancellata (giustamente dico io), quindi non ci sarà un seguito, e vi svelo che gli sceneggiatori o non lo sapevano, o se lo sapevano sono dei criminali e andrebbero portati di tutta fretta a Guantanamo. 
Una serie tv davvero inutile, piena di falle e di momenti melensi fuori luogo. L'attore principale, dopo una prima puntata in cui non sembra niente male, appare sempre con la stessa espressione: bocuccia aperta, occhi sgranati, e sopraciglia incurvate. Eternamente stupito. Come i finti sceneggiatori di Boris quelli di the firm, avevano il tasto "f8= basito". 
Quindi attenzione gente, questa più che una recensione è un articolo di avvertimento, non fatelo, ve ne pentirete! 



PS. Questo articolo serve per redimere il mio animo, dopo aver commesso il gravissimo peccato di consigliare questa serie ad una cara amica. Come giustificazione posso dire che avevo visto solo il pilot. In ogni caso SCUSA!










venerdì 27 luglio 2012

PREVIOUSLY ON #5



Oggi vi parlo di una serie tv bellissima. Strano? No, stavolta dico davvero. È uno dei più bei prodotti (che brutto termine per un'opera come questa) mai realizzati e ancora non concluso. Sto parlando della serie marcata HBO intitolata Treme. Non penso la vedremo mai in italiano, quindi metteteci una pietra sopra e cominciate a scaricarvi i sottotitoli. Treme è il nome di un quartiere francese della bellissima New Orleans e la serie è ambientata quasi interamente in questa magica città.  Sono passati solo tre mesi dal passaggio catastrofico dell'uragano Katrina, le persone cercano lentamente di ritrovare la loro normalità, di ricostruire le proprie case e così le proprie vite spazzate via. Treme è una serie sui generis, drammatica e musicale, ironica e spietatamente reale.

 Le storie di una manciata di personaggi vengono raccontate e s'intrecciano nel mondo post apocalittico di una città semi distrutta, senza particolari colpi di scena, senza l'esigenza di dover stupire, ma solo per l'estremo gusto di raccontare. È una serie musicale, a dire il vero molto musicale, ogni puntata per un terzo almeno è jazz, blues, rock, pop, rap per lo più eseguito dal vivo: infatti la maggior parte dei protagonisti sono musicisti, oppure hanno in ogni caso un rapporto particolare con la musica. Treme vi farà sognare New Orleans, vi farà innamorare delle sue strade, delle sue second line, del suo carnevale, della sua storia. È un tributo a questa città, ma è anche un urlo di protesta, una stupenda manifestazione artistica di dissenso verso una politica arrivista e crudele. Non fatevela sfuggire.




lunedì 9 luglio 2012

Previously #4



Gli Inglesi spaccano! Sino ad ora ho parlato solo di Serie tv americane, che come produzioni e nuove uscite sono imbattibili. Ormai il settore Televisivo sta attirando sempre più soldi e quindi anche attori famosi (vedi l'ultimo caso di Dustin Hoffman nella serie Luck), e gli statunitensi tirano fuori nuove serie come fossero noccioline, anche se poi magari un gran numero viene sospeso alla prima stagione.
Anche gli Inglesi hanno capito che nelle serie tv bisogna investire, e lo stanno facendo benissimo. Sono tante le serie tv di successo marcate UK, dalla più famosa Misfits a quelle meno conosciute come This is England o Dead Set. 

Se vogliamo, un filo rosso lega tutte queste serie tv d'oltre Manica: sono crude, bastarde, senza fronzoli, con attori bravissimi, ma soprattutto con le idee strachiare!
A parte qualche eccezione, questi telefilm non si "perdono in chiacchiere", non vengono allungati, sparano in faccia quello che devono comunicare e se non hanno altro da dire finiscono.
Oltre a quelle già nominate (tra le quali sicuramente This is England avrà un post a parte) mi sento di consigliarvi anche Hustle, The Shadow Line, The Office.
Se volete il lieto fine ad ogni costo cambiate Paese. Questi inglesi sono fottutamente tristi, disillusi, grigi. Ma non per questo non potranno strapparvi una risata, magari proprio nel momento che vi sembrerà meno opportuno.


 

lunedì 28 maggio 2012

PREVIOUSLY ON # 3


Oggi ho deciso di parlarvi di una serie tv sui generis, non per i contenuti o per la novità della regia... bensì per la produzione! Sto parlando della serie tv Pioneer One. Cos'ha di tanto speciale? È realizzata completamente attraverso le donazioni degli spettatori, ed è distribuita tramite il circuito BitTorrent. Quella dei creatori è una vera e propria sfida al mercato delle grandi serie tv, con soli 6000 euro hanno realizzato il Pilot, scaricato da un gran numero di persone nelle prime settimane, e con le donazioni ricevute hanno subito realizzato il secondo episodio. Grazie al pubblico conquistato tra Giugno 2010 e Dicembre 2011 sono riusciti a chiudere la prima Stagione che conta ben 6 episodi. Bisogna guardarla anche soltanto perché rappresenta questa alternativa, che potrebbe segnare il passo verso un modo differente di vedere e produrre le serie tv e non solo.  Ma Pioneer One è anche una buona serie. Partendo dal fatto che non sono un grosso amante delle serie fantascientifiche -anzi non le digerisco proprio-, e scrollandosi di dosso tutte le inconsce pretese date da produzioni assai danarose, Pioneer One fa la sua porca figura. Gli attori sono bravi, i dialoghi sono scritti molto bene (per quanto mi riguarda mille volte meglio degli odiosi dialoghi "CSI style"), e la storia è piacevolmente articolata. La serie è strutturata bene: non hanno i soldi per farci vedere effetti speciali fighi? Non ci danno in pasto quelli da due soldi ma ci fanno utilizzare l'immaginazione, parlando semplicemente di ciò che accade o è accaduto senza mostrarcelo. Non voglio svelarvi altro, nè annoiarvi ulteriormente, quindi non mi resta che augurarvi buona visione!

mercoledì 9 maggio 2012

PREVIOUSLY ON # 2

 
Questa rubrica non potrebbe mai parlare solo di serie tv nuove. È necessario per capire, per gustarsi, per godere di alcuni nuovi prodotti, conoscerne alcuni più vecchi. Inoltre non potrei portare avanti nessun discorso sulle serie tv senza prima parlare di alcuni pilastri fondamentali che reggono la mia misera cultura sull'argomento.

Oz, diminutivo di Oswald: penitenziario di massima sicurezza. Oz è un telefilm girato esclusivamente all'interno di questa struttura (esclusi i flashback con i quali veniamo a conoscenza dei reati dei vari prigionieri). In questo carcere, anzi, più nello specifico in un solo particolare braccio, il Paradiso, vengono narrate le storie, gli intrecci, le vendette, gli amori e i rimpianti di un gran numero di detenuti. Ma Oz non è solo una serie violenta, cruda e amara, è una serie in cui chi guarda è portato all'interno di quel carcere, è portato a riflettere su una moltitudine di temi che sono il filo portante di ogni puntata. Questo accade grazie allo stratagemma narrativo che regge la serie: il detenuto Augustus Hill (interpretato da Harold Perrineau Jr.) fa da cantastorie: in ogni puntata ci racconta la sua visione del mondo, delle vita, della morte, dell'uomo. Il "problema" di Oz è che non possiamo affezionarci a nessuno... la vita all'interno del carcere può durare molto poco. 



Oz è la serie degli anonimi, degli esclusi, dei "rifiuti" della società.
Vi lascio con una citazione dello stesso Augustus Hill:
"[...]Vi ricordate quando la professoressa di storia vi diceva che il corso degli eventi umani cambia per gli atti dei grandi uomini? Quella troia mentiva! Affanculo Cesare, fanculo Lincoln, fanculo il Mahatma Gandhi. Il mondo continua a muoversi grazie a voi e a me: gli anonimi. Le rivoluzioni cominciano perché non c'è pane. Le guerre si scatenano per una partita a scacchi[...]".