"Ah guarda, un film di Jim Carrey
e Kate Winslet...se mi lasci ti cancello, sembra un film simpatico,
perché non ce lo guardiamo, giusto per trascorrere un pomeriggio in
allegria"
ahahahah...ora che ci ripenso...povera
ingenua!
Attenzione [SPOILER]
Attenzione [SPOILER]
"Eternal sunshine of the spotless
mind"(verso di una poesia di Alexander Pope), in italiano si è
trasformato in "Se mi lasci ti cancello". Titolo che, in
effetti, spiega in pochissime parole il contenuto del film, ma che
sicuramente disorienta il pubblico dal reale significato della trama.
Ancora non riesco a capacitarmi di
questa scelta, probabilmente dettata da motivi di marketing per
attirare il pubblico di Jim Carrey, il quale, abituato a vederlo in
commedie brillanti, non l'avrebbe sicuramente abbandonato in questa
sua ulteriore performance.
Ma qui siamo ben lontani dalla
commedia, ma soprattutto dal Jim Carrey di “Una settimana da Dio”.
Siamo di fronte a un film drammatico, intenso, introspettivo e
psicologico.
Fondamentalmente è una storia d'amore
tra Joel (Jim Carrey) e Clementine (una bravissima Kate Winslet).
La pellicola inizia come la classica
storia tra due fidanzati: incontro casuale, uscite sempre più
frequenti, l'innamoramento, i litigi e la separazione; si seguono
tutte le fasi, come da manuale.
Ma in questa società, si ha la
possibilità di dimenticare tutto. Una ditta (Lacuna) offre la
possibilità di cancellare determinati ricordi, specialmente quelli
delle storie d'amore passate. In neanche 24 ore, i dolori allo
stomaco, al cuore, la sofferenza della fine di un amore, cessano
immediatamente, eliminando definitivamente quella persona dalla tua
memoria.
Questo è ciò che fa Clementine,
ragazza allegra, impulsiva, forse troppo insicura.
Quando Joel, per puro caso, scopre di
"essere stato eliminato", in preda alla disperazione di
essere ormai uno sconosciuto per lei, decide di fare altrettanto.
Inizia la cancellazione. Per fare
questo Joel deve ricordare tutta la sua storia con Clementine, dalla
sua nascita. E andando avanti si rende conto di non volerlo fare! Lui
vuole tenersi tutti quei ricordi, quelle lunghe passeggiate sul lago
ghiacciato, i discorsi senza capo né coda, le litigate continue;
vuole che il ricordo di Clementine rimanga per sempre con lui. Ma è
troppo tardi. Lui è sedato, incosciente, mentre gli scienziati
smanettano col suo cervello; Joel vede pian piano svanire tutto, e in
preda alla disperazione cerca di manipolare il suo subconscio,
tentando di nascondersi tra i suoi ricordi, per salvare quello che
ancora può di Clementine.
Cancellare dalla mente qualcuno che hai
intensamente amato, è possibile, ma cancellarla dal cuore è
pressoché impossibile.
Quando ami intensamente, devotamente, e
questo amore va a disintegrarsi facendoti soffrire talmente tanto da
farti piegare dal dolore, da farti sentire anche stupido, cerchi in
tutti i modi di riaggrapparti a tutti i tuoi ricordi, belli e brutti
che siano. Ma sono questi i sentimenti che ci rendono vivi.
"The eternal sunshine.." (mi
prendo la libertà di abbreviare il titolo originale, ma il titolo
italiano non lo dirò MAI PIÙ!) cerca di entrare nella complessa
psicologia di questo particolare momento della vita, attraverso il
linguaggio del sogno e del ricordo. Per questo motivo, a molti, potrà
sembrare un film un po' troppo contorto, che sicuramente deve essere
guardato con attenzione. Ma grazie all'ingegno dello sceneggiatore
Charlie Kaufman (Essere John Malkovic; Il ladro di orchidee,
Confessioni di una mente pericolosa), la trama risulta abbastanza
scorrevole (ma l'attenzione deve essere sempre alta!) e emotivamente
coinvolgente; e la regia di Michel Gondry (regista di videoclip dei
Radiohead, Bjork, Chemical Brothers) riesce nella difficilissima
impresa di riprodurre questi sogni e ricordi con degli effetti
speciali poco ingombranti, senza mai cadere nello sfarzo
hollywoodiano.
Un film dalla grande intensità
emotiva, che entra in maniera violenta dentro di noi. Per questo
motivo, ritengo che sia necessario essere più o meno preparati a ciò
che si sta andando incontro, e la scelta di tradurre il suo originale
titolo in questo modo, avrà sì attirato un pubblico che magari non
l'avrebbe neanche considerato, ma allo stesso tempo ha permesso che
quest'opera non venisse degnamente apprezzata.










