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sabato 8 marzo 2014

UOLCMEN: Playlist #10: Coriandoli, stelle filanti e accette!

Il Carnevale di Arlecchino di Joan Mirò
Il blog è tornato, e con lui anche le Playlist, siamo arrivati a quota 10, un grande traguardo che festeggiamo a suon di musica carnevalesca. Questa nuova playlist è divisa in due parti: una con le canzoni a tema e l'altra con le solite canzoni random di cui vedo solo io il collegamento col tema principale. La parte a tema è costruita interamente sulla colonna sonora del "carnevale sangavinese", che non è solo un evento mondano, è parte integrante della nostra vita. Non solo noi che siamo nati e cresciuti a San Gavino Monreale (anche se ho il sospetto che la musica dei carri sia più o meno la stessa in tutta Italia) ma anche molte persone del Medio Campidano, abbiamo un legame fortissimo con certe canzoni che vengono sputate fuori a rotazione dai carri allegorici.
Parte1. Abbiamo una carrellata di 5 canzoni tipiche del carnevale, che un po' ci potranno rendere nostalgici. Santa Esmeralda con "Don't let me be Misunderstood" ha fatto sicuramente da colonna sonora alle prime sfranellate, alle prime sbronze apocalittiche e ai balli sfrenati in puro stile disco anni '70. Imprescindibile. Una canzone un po' più specifica è "Cannabis" degli Ska-P, che nel nostro carnevale è una costante più fissa del pi-greco, che si lega in maniera imprescindibile all'inno scozzese. Insomma, i miei compaesani avranno capito che mi riferisco a qualcosa in particolare, per tutti gli altri invece le consiglio come carica prima delle sfilate o delle feste. Funzionano. La tranche finale della prima parte è parecchio scontata ma indispensabile. Se volete davvero divertirvi alle feste, non potete non ballare "Meu Amigo Charlie Brown", "Cacao Meravigliao" e "La Bamba". Il carnevale ha una colonna sonora tipica, fissa, che aspetta ogni anno di essere tirata fuori dal cassetto e vestita a festa, per essere protagonista della catarsi collettiva.


foto da sangavinomonreale.net

Parte 2. Ora la mia parte preferita, quella che non ha niente a che vedere col carnevale tradizionale, quella un po' tirata su a forza, quella che è solo una scusa per parlare di gruppi che mi piacciono. Questa parte di Playlist ha un ruolo purificatore nella mia vita. Mi spiego meglio. Ho sempre partecipato al Carnevale, sempre, ma odio la musica che viene diffusa per questa festa, per cui ogni anno durante la vestizione mi sparo una colonna sonora che mi tenga purificata prima di immergermi nel mainstream e di sentirmi addirittura parte di esso. Anche qui ho scelto cinque canzoni rappresentative. La prima è l'unica "a tema" che ascolto, ma solo per il titolo "Carnival Bizarre" dei Cathedral, alfieri del Doom vecchia scuola, un po' di lentezza prima della bolgia infernale. Proseguo con due canzoni che di carnevalesco\circense hanno la struttura un po' particolare, sono "Carousel" dei Mr. Bungle e "The Chaos Path" degli Arcturus, diversissimi tra loro ma entrambi intricati e galvanizzanti. Voglio chiudere col Carnevale visivo di due gruppi, emule il primo e originale il secondo, che fanno della maschera la proprio prerogativa: Lordi e Gwar. Premettendo che gli alfieri sono i Gwar, c'è da dire che Lordi hanno imparato bene la lezione rendeno la proposta più leggera e ammiccante. Ho scelto "Hard Rock Hallelujah" per Lordi e la cover (spettacolare) di "Carry on Waywardson" dei Kansas eseguita magistralmente dai Gwar. Bene, ora siete pronti per le ultime sfilate di quest'anno. Buon divertimento.





giovedì 14 febbraio 2013

UOLCMEN: Playlist 7: Un addio con tanto Ammmmmore!

Questa è l'ultima playlist. L'argomento è l'amore (a tema con la festa di San Valentino) e non l'ho stilata da sola, ma con l'aiuto di amici e parenti che mi hanno consigliato qualche brano sull'argomento. Insomma, volevo chiudere la rubrica con un po' di dolcezza.
Ma non è così semplice come sembra, non c’è nessuna canzoncina scontata: ho infatti deciso di scegliere le canzoni che sono state in grado di descrivere meglio di ogni altra le emozioni che si provano durante i momenti più importanti di una storia d’amore (nascita, attrazione, conquista, amore incondizionato e fine). Insomma, tutti i gradi dell'amore espressi in musica e, come al solito, non c'è alcuna pretesa se non quella di lasciare che siano le note ad essere le vere protagoniste dello scritto. 
L'infatuazione è forse il più felice momento dell'amore, sia per l'intensità delle emozioni che per la spensieratezza con cui si affronta il tutto. Trovo che a per rappresentare meravigliosamente questo momento sia adattissima "Summer Nights" dall'OST di Grease: semplice, ben cantata e, soprattutto, leggera come un alito di vento. Ma dal momento che anche l'innamoramento non è immune da qualche intoppo, scelgo anche una canzone più profonda e riflessiva, ovvero "Have you ever seen the rain?" dei Creedence Clearwater Revival, gruppo che adoro e che fa una grande compagnia se si è assaliti da dubbi atroci. Ma quando ci sono sentimenti di mezzo i dubbi o gli impedimenti durano poco e anche l'orgoglio, acerrimo nemico dell'amore, non può ostacolare a lungo l'unione dei due protagonisti della nostra storia. Il momento della rivelazione e della scoperta è universalmente accompagnato da "Your hands are cold" dell'OST di Pride & Prejudice: cosa c'è, infatti, più romantico di Elizabeth e Darcy? Probabilmente niente!
Ora i sentimenti sono combattuti, da un lato non ci si vuole abbandonare troppo per paura di soffrire ma dall’altro si cerca di non mostrare troppo poco trasporto e, diciamo la verità, l'inizio di una storia è la fase più ridicola, quante pazzie si fanno in nome dell'ebbrezza che accompagna tale momento? Tutto questo è ottimamente riassunto dalla bellissima "Stranizza d'Amuri" di Franco Battiato. Durante questa fase, però, tra i due innamorati potrebbe apparire anche un atteggiamento possessivo, che ho voluto esprimere con "For You" dei My Dying Bride, canzone forse troppo triste per questo momento della storia, ma abbastanza indicata per esprimere l'inquietudine che porta l'incertezza.
Tra l'ossessività e il trasporto fisico trova spazio anche la leggerezza, espressa in "Better Togheter" di Jack Johnson: esile, chiaro e sereno.
Ma la relazione esige anche un certo coinvolgimento fisico, non trascurabile musicalmente parlando e (qui ho deciso di scherzare un po') ho pensato che fosse molto indicata "You can Leave Your Hat on" di Joe Cocker. Immediatamente il pensiero va alla scena clou di Nove Settimane e 1\2. Che la seduzione abbia inizio. Sulla stessa linea compare "Time of my Life" di Dirty Dancing, passionale e decisa, perché nessuno può mettere Baby in un angolo! L'amore tra i due è sempre più acceso, "My Wild Love" dei Doors è una litania volta alla consacrazione dell'incontro più intimo ormai compiuto. La storia vera e propria ha inizio e, come vuole la tradizione, è un mix di passione e coinvolgenti sentimenti. Quindi scelgo la disperazione di "Love Like Blood" dei Killing Joke, seguita dal romanticismo di "I can't Help Falling in Love (With You)" di Elvis, poi ancora "Amour" dei Rammstein e "Always" dei Bon Jovi ( negli anni '90 un inno alla sdolcinatezza, pur non immune dalla disgrazia, leggete il testo). Insomma, un susseguirsi di note che esprime cose tanto diverse quanto conciliabili. Prima della fine, o anche in assenza di essa, uno dei due deve per forza avere dei dubbi e ho sempre trovato che "If you leave me now" dei Chicago fosse un'ottima rappresentazione di questo. Ma questa storia, purtroppo, deve avere una fine, anzi più di una. Ho individuato qualche possibile finale, niente di direttamente collegato ai testi, ma più un feeling particolare con la musica. La colonna sonora della rottura per volere di uno dei due è "Free Bird" dei Lynyrd Skynyrd, desiderio di libertà e fine di un amore, ci sta. Inoltre mi è stato fatto giustamente notare che una storia alla fine non può prescindere da "Quattro stracci" del maestro Francesco Guccini, e non posso essere più d'accordo, il testo è abbastanza esplicito. Ma una storia non deve finire per forza a causa delle persone coinvolte, può succedere anche per motivi imprevedibili e allora beccatevi "Last Goodbye" dello sfortunato Jeff Buckley e "Where the wild roses grow" di Nick Cave feat. Kylie Minogue.

Suvvia, non affliggetevi, la fine non è necessaria. Se siete romantici potete tranquillamente fermarvi a Bon Jovi, se invece siete catastrofici, queste ultime due perle sono imperdibili.
Mi è costato arrivare fino a qui perché io sono romantica, perbacco, perciò torno indietro e ascolto in modalità repeat "Always".

Qui la playlist:



giovedì 24 gennaio 2013

UOLCMEN: Playlist 6: olio di gomito e metallo fondente.


No, non siamo così mentre puliamo :(
Questa in realtà sarebbe dovuta essere la prima playlist, l'idea della rubrica nasce proprio per dare una colonna sonora a una cosa che tutti facciamo...le pulizie!!! La scena è sempre la stessa, abiti inguardabili (o meglio pigiama con gli orsi), scopa in mano e musica a tutto volume.
Dicevo, l'idea delle playlist nasce da una discussione con degli amici su quale fosse la migliore colonna sonora per fare le faccende di casa, naturalmente è stata votata all'unanimità I Want to Break Free dei Queen, ma io mi oppongo!
Sarà perché non mi piacciono particolarmente i Queen (a parte l'ottima colonna sonora di Highlander, non smetterò mai di associarli alla decapitazione!), e questo probabilmente non verrà accolto con entusiasmo, o forse perché li trovo veramente un gruppo triste e io quando pulisco necessito di musica divertente, cantabile ma non melensa, ritmata ma non ballabile: insomma del sano Metallo!
Non vorrei abusare troppo del cilindro magico del Power Metal, genere allegro e conviviale per antonomasia, ma lo farò, per cui ne troverete abbastanza, il tanto giusto per scatenare gli gnomi dei vostri cortili e farvi aiutare nelle faccende.
Per cui apriamo l'acqua e prendiamo lo straccio sulle note di "Carry on" degli Angra, una delle canzoni più tamarre che abbia mai sentito, ma una volta che ti entra in testa non esce più. La canzone è tratta da "Angels Cry", forse l'unico album decente sfornato dai brasiliani, quando ancora potevano vantare Andrè Matos nell'ensemble.
Il secchio è pieno e lo straccio bagnato, iniziamo a strofinare i pavimenti con "Time Stand Still (At The Iron Hill)" dei Blind Guardian, alfieri della bisboccia, dei banchetti elfici e del lato più bucolico delle opere tolkieniane. Questi tedesconi hanno prodotto una discografia di tutto rispetto, dando vita a sperimentazioni e grandi opere, in un genere musicale che lascia veramente poco spazio alle divagazioni dal tema principale. Io li adoro, e li inserisco perché mi mettono di buonumore e mi aiutano a pulire meglio, sarà una magia elfica o l'erba pipa? Chissà.

Cambiamo genere, più o meno, con la compianta divinità di tutto il mondo Metal: Ronnie James Dio, io vi sfido a provare a spolverare con "Holy Diver" in sottofondo, è un'esperienza mistica che vi segnerà. Tra l'altro nella playlist ho inserito il videoclip ufficiale perché merita di essere visto anche dai non fruitori di questo genere, è una delle cose allo stesso tempo più trash e più solenni dell'universo!
Finalmente ho trovato la giusta collocazione per un gruppo che è storicamente nelle mie grazie, ovvero i Megadeth! Ho scelto una canzoncina recente, ma ottima, perché è tutta da cantare (meglio di Dave Mustaine, e non è che ci voglia molto) ovvero "She-Wolf", anche questa è assolutamente da provare se non la conoscete perché è breve, cantabile, allegra e con una melodia che spacca i culi!
Torniamo a ugole più dotate del povero Dave con Bruce Dickinson, un'icona del genere, che nel lontano 1997 ci ha deliziati con un album magnifico, quell'"Accident of Birth" che ascolto ancora con emozione a discapito dei suoi 15 anni di vita (e io sono decisamente sul viale del tramonto visto che me ne sono goduta l'uscita), ho scelto "Omega", una ballata schietta, costruita su un ampio respiro che riempe la stanza di melodia, bellissima nel suo genere e impreziosita dalle linee chitarristiche di quell'Adrain Smith (anch'esso, allora ex e ora nuovamente Iron Maiden, come il buon Bruce) che anche sforzandosi non riesce a non lasciare il suo trademark in quello che suona.

Per pulire la camera da letto ho deciso di inserire una canzone che calza a pennello con l'azione "Giorgio Mastrota (The Keeper Of Inox Steel)" dei Nanowar of Steel. La scelta è ricaduta su di loro sia perché mi va di scrivere sul Metallo demenziale italiano che sforna davvero dei gruppi ottimi, sia perché li ho visti dal vivo e sono meravigliosi. In realtà mi fanno divertire un sacco e poi, vuoi mettere cambiare le lenzuola al letto cantando a squarciagola: "Cavalier custode dell'acciaio inox, guerriero nordico di pura lana merinos..."?
Continuiamo su questa falsariga con gli Atroci e la loro "Volevo un taglio semplice" cavallo di battaglia della lunga chioma tanto cara ai metalhead! Anche loro sono fantastici, musicisti di lunga data e ottimi strumentisti, testi al limite del demenziale e con un'autoironia spettacolare. Poi ci sono i Trick Or Treat e la loro cover di "Robin Hood" sigla del cartone animato cantata in origine da Cristina D'Avena, si proprio lei. È un altro gruppo con ottime capacità musicali al servizio dell'ilarità, ma che va oltre, sfornando anche musica inedita ottenendo risultati di buon livello.
Per la fine ho tenuto qualcosa di più leggero e distante dalle sonorità esplorate in precedenza, sia perché mi piace variare, sia perché quando si è stanchi dalla sfaticata delle pulizie urge qualcosa di meno epico e più accomodante. "Deer Dance" dall'album "Toxicity" dei System of a Down può andare bene. Vi consiglio di imparate il testo e poi cantarla mentre lavate i piatti , io adoro farlo.
Vi ho mentito, l'ultimo pezzo è il più, anzi, l'unico brutale della playlist. Dopo tutta questa allegria, Power Metal, boschi, elfi, Giorgio Mastrota e Robin Hood, una mazzata ci sta da dio, allora pulite tutto al suono di "More Time to Kill" dei Lamb of God e alla prossima giovini!








lunedì 22 ottobre 2012

UOLCMEN: Playlist n° 4:no angry no party

Ah! Oggi proprio non è giornata! 
Quante volte avete pensato questa frase? Io, a causa della mia goffaggine e della nuvoletta di Fantozzi che mi perseguita, quasi ogni giorno. Non penso di essere l'unica, anzi, immagino che molti di voi abbiano sempre desiderato sfoggiare una perfetta playlist al vetriolo per i momenti di rabbia e disperazione. 
Lo so, chi mi conosce avrà già capito che in realtà è tutta una scusa per parlare della mia amata “Musica a pius longus” (traduzione: musica dai capelli lunghi), ma non solo (leggete alla Voyager): la mia idea è anche quella di darvi dei suggerimenti riguardanti il lato più incazzoso della musica, sempre strettamente personali. Insomma, mi piace rendervi partecipi dei fatti miei, mettiamola così. 
Tra classici e moderni abbiamo un bel po' di canzoni nel calderone, ma ne ho selezionato dieci, quelle che più di frequente accompagnano le mie imprecazioni. 
Le cose vanno più o meno così. 
Ti svegli e sembra una giornata normale, ma ecco arrivare all'improvviso il primo inconveniente qualsiasi; indi la tua mente inizia a pensare con la voce di Phil Anselmo, e quale canzone è più appropriata di “5 minutes alone” dei Pantera per esprimere l'inizio del malcontento? Nessuna, lo so. 
Ma non finisce qui, le cose non possono migliorare (è una giornata no, ricordate), la mattinata prosegue con un'evoluzione di brutalità, passando prima per “Slave New World” dei Sepultura e poi per “Serenity in Murder” degli Slayer. La prima è un classico, la seconda un po' meno, ma rendono bene l'idea del momento carico di pathos che si sta delineando. 
A un certo punto la fame si unisce al precedente disagio (è quasi ora di pranzo), per cui si arriva al momento clou della giornata, rappresentato da “Concatenation” dei Meshuggah. 

Tipica espressione da incazzo di Phil Anselmo!
Bene, ora ci possiamo rilassare un pochino, il peggio è passato. Dal pranzo in poi l'emozione rimarrà quella di costante fastidio perché ormai l'inizio è stato tragico, perciò il resto della giornata risulta altamente compromesso. Deceleriamo. “Bury me in Smoke” dei Down è un'ottima frenata, ma la velocità rimane costante e l'umore rimane su di giri. Se parliamo di velocità costante, allora restiamo in questo limbo di media brutalità! Inserisco “No Love Lost” dei Carcass con un ritmo assassino; “Clayman” degli In Flames, che mi ha fatto compagnia tante volte nelle sfuriate degli anni del liceo; “Violent Revolution” dei Kreator, una bomba di canzone, a dir poco perfetta sia tecnicamente che emozionalmente, fortissimi. Questi tre classici hanno una loro raison d'être a prescindere da questo contesto, ma trovo che ascoltarli con una punta di rabbia li renda più appetibili. Prima di concludere vorrei inserire una canzone che è entrata sotto la nube della sfortuna da poco tempo, ovvero “The Rise of Denial” dei Paradise Lost, che ci sta a pennello nei momenti di sconforto nero, ma proprio nero. 
Bene, siamo giunti alla fine, l'unico modo di concludere in maniera coerente questa giornata pessima è con una canzone che non c'entra una beneamata mazza col resto, sto parlando di “Feuer Frei!” dei Rammstein, che non è solo adrenalina pura, ma ha un vantaggio che le precedenti canzoni non hanno: è in tedesco, la lingua dell'incazzo per eccellenza! 
Provate a dire una qualunque parola scurrile prima in italiano e poi in tedesco, vi assicuro che non imprecherete più in italiano. 
Ach du Schreck! E ho detto solo acciderba! Alla prossima






giovedì 27 settembre 2012

UOLCMEN: Playlist n°3:una doccia in relax

Ho due momenti preferiti in una giornata, uno è il mattino mentre bevo il caffè per colazione e l'altro è la sera quando faccio la doccia. Senza dubbio due momenti che necessitano di colonna sonora, ma mentre il caffè mattutino non ha ancora una sua playlist (ma è in lavorazione, tranquilli!) la doccia ne ha miliardi. Tuttavia nella vita si devono compiere delle scelte, e oggi affronterò l'arduo compito di selezionare dieci brani per accompagnare la doccia perfetta!

Ci sono alcune caratteristiche imprescindibili per questi brani, ovvero l'orecchiabilità, la cantabilità e la spinta all'uso della spugna come microfono, e credetemi non tutti i brani orecchiabili e cantabili hanno anche la terza caratteristica. Come criterio per la scelta ho usato anche il mio range vocale, non tanto perché stia preparando il provino per “X Factor” in bagno, quanto perché c'è un limite alla decenza, e tentare di gracchiare Mina sarebbe un oltraggio alle mie orecchie, ma sopratutto a quelle degli altri, perciò ho scelto canzoni fattibili per la mia delicata e afona ugola! 
Innanzitutto dovevo assolutamente scegliere una canzone degli Afterhours, dal momento che sono uno dei gruppi più gettonati nel mio jukebox docciaro, alla fine ho optato per “Bye, bye Bombay” che è in assoluto la mia preferita, inoltre si adatta perfettamente alle fasi iniziali del lavaggio. Fino a questo momento mi sono trattenuta dall'inserire i Deftones nelle playlist, un gruppo che adoro e che dal mio punto di vista sta bene in ogni situazione, perciò li inserisco di forza qua con quella bomba ad ampio respiro di “Be Quiet and Drive”. 
Quando mi lavo i capelli non sento bene ciò che esce dalle casse dello stereo, perciò faccio in modo che vi sia una canzone che non ha misteri per le mie orecchie, come “Hard Sun” di Eddie Vedder, “Cyrano” di Francesco Guccini e “A Sangue Freddo” del Teatro degli Orrori, a scelta o a rotazione. 
Continuiamo con “ Scream” dei Misfits, che dal mio punto di vista è una delle classiche canzoni orecchiabili da far schifo ma che allo stesso tempo ha un'enorme dignità (un po' come “Buddy Holly” degli Weezer). 
Tornando in Italia, mi garba parecchio canticchiare con tanto di gargarismi una qualsiasi canzone di Rino Gaetano, ma per l'occasione ho scelto “E cantava le canzoni”. 


Accessorio indispensabile per la doccia!


Ora inizia il momento clou della doccia, ovvero il podio, con le irrinunciabili tre canzoni sempre presenti a prescindere dalle varie playlist umorali ( ma questa è un'altra storia che non resterà a lungo oscura). 
Al terzo posto si piazza Tracy Chapman con “Baby can I hold you”, nonostante mi faccia saltare i nervi il maledetto “sorry...” dell'inizio, è una canzone rilassante alla massima potenza, indicatissima! 
Al secondo posto”Truth” dei Seether, ottima per sfoderare la spugna quando hai già finito di lavarti e ti appresti agli ultimi minuti di contemplazione del vapore. Ed infine il top del top, la canzone da doccia più struggente di tutti i tempi “Make the World go away” nella versione di Elvis, assolutamente insostituibile quando rimugini sui segreti dell'universo e la scelta dell'ordine di azioni da svolgere per non morire assiderata fuori dal box doccia. 
Bene anche questa è fatta. La Terra è salva perché ogni volta che accendo il phon dimentico i piani diabolici dettati dal lato oscuro del vapore, e un'altra doccia perfetta è stata portata a termine!





Qua la Playlist:





lunedì 16 luglio 2012

UOLCMEN: Playlist n°2: chi cammina piano ascolta buona musica!



Ci sono momenti della giornata in cui non può assolutamente mancare una colonna sonora appropriata, ad esempio quando si fa la doccia o quando si fanno le faccende di casa (coming soon), ma sopratutto quando si esce a piedi ascoltando musica col proprio lettore mp3. Molti giorni, se non avessi una destinazione camminerei per ore solo per sentire la mia Playlist da strada! Inoltre, come negarci il piacere di vivere come se fossimo dentro ad un videoclip musicale ogni giorno e a costo zero? Sono conscia del fatto che questa sia una playlist molto delicata, perché ognuno ha un suo ideale di musica da strada\videoclip, ma dal momento che sono megalomane vi voglio illustrare la mia. 
La categoria di musica più gettonata, nella mia testa, per queste circostanze è quella anni '80, ovvero il periodo di apoteosi dei videoclip. La canzone che più si adatta è senza dubbio alcuno “Poison” di Alice Cooper, meravigliosa e con un crescendo da brivido, a volte devo tenere a bada l'adrenalina per non “cantarla”(gracchiarla sarebbe più appropriato) a squarciagola in mezzo alla strada. A ruota seguono “Keep the Faith” dei Bon Jovi (guardate il video e capirete), “Strange Love” dei Depeche Mode e “Wild boys” dei Duran Duran, tre ottimi esempi di emozione visiva ed immaginata perfettamente eighties. 

Anche i Bon Jovi hanno una playlist da strada!
Ora cambiamo un po' genere, perché non si può essere sempre carichi durante le passeggiate, prima o poi si incontra una salita, perciò è meglio rallentare il passo. Per i punti di strada più difficili, di solito, cerco tre canzoni in particolare “Yes, the Rivers Knows” dei The Doors, “Solitary Man” di Neil Diamond (o in alternativa la terribile versione di Gianni Morandi “Se Perdo Anche Te”) e “Walk the Line” di Jhonny Cash. Sono ottime per non finire la propria riserva d'aria nei momenti di difficoltà: sarete costretti a muovervi seguendo il tempo delle ballad ascoltate. 
Infine, alcune canzoni sono dettate dalla destinazione, quindi si sceglie la durata e il ritmo minuziosamente. Nel lunghissimo tragitto che separa casa mia dalla stazione dei treni sono solita ascoltare due canzoni che assieme durano circa sette minuti, ovvero il tempo che necessariamente DEVO impiegare per arrivarci, pena la perdita dell'ultimo treno utile per arrivare in tempo alla lezione o all'esame e conseguenti improperi. Queste due canzoni sono, in ordine di ascolto, “Ederlezi” interpretata dai C.S.I., bellissima ed emozionante versione, e “I'm That” di Franco Battiato e Cristina Scabbia, un piccolo gioiellino che mi tiene sveglia quando vedo il binario in lontananza. 
L'ultima canzone che consiglio è scelta in base alle brevissime distanze, ed è “Sleepless Night” di Eddie Vedder, in tutti i suoi stupendi 2 minuti e 39 secondi, mi da una pennellata di serenità qualunque sia la destinazione. 
Quindi il messaggio è: non è importante dove si va, ma la musica che si ascolta andandoci, se poi sei un leone o una gazzella dipende sempre dalla musica che ascolti!











giovedì 24 maggio 2012

UOLCMEN: Playlist 1: studia, studia che ti passa!

Inauguriamo questa sottosezione della rubrica uolcmen, dedicata alle playlists tematiche, consigli musicali per non lasciare neanche un minuto della vostra vita senza colonna sonora. Il primo tema che ho scelto è: musica per studiare. Se come me siete studenti impenitenti e amate studiare con la musica in sottofondo, allora state leggendo il post giusto.

 Bando alle ciance, la prima proposta è la bellissima e oltremodo rilassante colonna sonora del Gladiatore! Cosa c'è di meglio, dello studio alimentato dal nostro prode eroe Massimo Decimo Meridio? A parte le boiate, ciò che mi aiuta a concentrarmi nelle prime fasi dello studio è proprio una musica di contorno e questa OST è perfetta.  Da proporre in trittico ho tre artisti allo stesso tempo molto calmanti, eterei e di spessore. Sono Ludovico Einaudi, gli All My Faith Lost e i Dead Can Dance. Prendete tutte le loro discografie e mettetele a volume moderato, il successo nell'assimilazione di concetti astrusi è assicurato. Sempre in fase iniziale è utile ascoltare “ Lateralus” dei Tool, sia perché è bellissimo, sia perché ha dei suoni che predispongono la mente ad assimilare tutto, se loro riescono a suonare quella roba, noi comuni mortali possiamo preparare un maledetto esame! Suvvia! Dopo lo stacco dei Tool propongo un'altra pigiata sul freno con l'ascolto (e in associazione l'estasi) di Vanessa Van Basten e Team Sleep (rispettivamente “La stanza di Swedenborg” e l'album omonimo). Una bomba di camomilla per i neuroni stanchi!
A questo punto, prima dello sprint finale serve qualcosa di intermedio, perciò propongo il progetto etnico, folk, futurista Serart di Serj Tankian e Arto Tunçboyacıyan, da ascoltare in pillole tra l'alternarsi delle ultime due proposte qua sotto. Lo scopo è tenere la mente occupata per non pensare al baratro imminente, e questo album riesce completamente nell'impresa, insomma un ottimo armenian break!
 Il nono consiglio sono i Karma to Burn e la loro intera discografia. Per la parte finale della preparazione: energici, abbastanza desert rock da piacermi, ma non abbastanza dal farmi rimpiangere di non essere al mare o in mezzo alla natura (diciamo la verità, quando si studia tutto è meglio dei libri).
 Quando invece sono al rush finale e ho bisogno di carica mi affido ai collaudati Russian Circles con i due album “Enter” e “Station”, post rock ( anche se non sono pienamente d'accordo con questa definizione) strumentale e carico di adrenalina. Loro mi iniettano una certa carica positiva che contrasta la classica depressione dei giorni antecedenti l'esame, quelli in cui capisci di non sapere (e non socraticamente parlando!). Bene, la prima playlist è finita, ma ce ne saranno delle altre. Per ora, buon ascolto!
Ecco il link per sentire direttamente la playlist da youtube: